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Scioperi! // Presentazione n°2 di Jacobin Italia

marzo 1 @ 18:30 - 23:30

L’8 marzo al grido di “Non una di Meno” in ogni continente sarà sciopero femminista. Le donne interromperanno ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita, rifiutando i ruoli e le gerarchie di genere.
Parleremo di sciopero transfemminista ma anche di come pratiche di mutualismo possano essere una risposta nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza o come il progetto di una fabbrica recuperata possa incontrare il movimento femminista.

Interverranno:
Marie Moïse (Redazione Jacobin Italia)
– Marta Cotta Ramosino (PuntoComune)
– Simona Ammerata (Lucha y SiestaNON UNA DI MENO)-
– Gaia Benzi (Redazione Jacobin Italia)

Ore 20.00 Cena di pesce e note (musicali) di gusto a cura dell’ Hostaria Agli Scuppiatti
Durante la serata: presentazione, cocktails e degustazione della Kollontai vodka antisessista
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Tratto dall’articolo di Jacobin
Ci servono scioperi di nuovo tipo. Ne sono convinte le femministe di Non Una di Meno che hanno indetto lo sciopero femminista globale dell’8 marzo. «Pensiamo che uno sciopero, articolato in vari modi anche inediti, sia lo strumento più potente che consente la sottrazione dal lavoro produttivo e riproduttivo», dicono nell’appello che lancia la giornata. Bisogna proiettarsi nel nuovo scenario riprendendo la sfida delle origini, testimoniata dall’etimologia della parola sciopero in alcune lingue europee (ne scrive Gaia Benzi) e attraversata dalle tante modalità di scioperare, che passiamo in rassegna. Proprio del nodo della riproduzione sociale, e di uno sciopero che coglie la sfida di sottrarsi dallo sfruttamento e al tempo stesso rilanciare costituendosi come comunità in lotta che si prende cura di sé stessa oltre le gerarchie imposte e i ruoli dati, parlano Sara Farris e Marie Moïse. Si tratta di rivendicare un femminismo per il 99%, che vada alla radice delle disuguaglianze e dello sfruttamento dicono Cinzia Arruzza, Nancy Fraser e Tithi Bhattacharya nel loro Manifesto di cui anticipiamo un brano. E bisogna calare le lotte di classe dentro la linea del colore e dei conflitti di genere. Di questo Francesca Coin è andata a discutere con Kimberlé Crenshaw, che ormai anni fa ha elaborato il concetto di intersezionalità. Dello sciopero intersezionale fornisce una testimonianza Wissal Houbabi, donna, lavoratrice e migrante di seconda generazione.
https://jacobinitalia.it/se-ci-fermiamo/

Luogo

SCUP
Via della Stazione Tuscolana 82-84b
Roma, 00182 Italia
Sito web:
https://scupsportculturapopolare.it