Tango Milonguero

martedi 21,30 > 23,00

TANGO MILONGUERO “SWITCH FRIENDLY” Dentro il tango ma fuori dagli stereotipi di genere: un corso per imparare a ballare uno dei più affascinanti balli di coppia nella possibilità di scegliere e sperimentare entrambi i ruoli tradizionalmente assegnati a donna e uomo. Il tango “milonguero” è uno stile di tango sociale, cioè fatto per essere ballato da noi comuni mortali in qualunque luogo vi sia musica e una pavimentazione accettabile: non sono richieste particolari prestazioni atletiche, non c’è bisogno di palcoscenici. La specificità di questo stile è nell’abbraccio, che è il più stretto possibile: la postura frontale e leggermente inclinata in avanti prevede un contatto all’altezza del busto che non viene mai meno. È a quel livello che avviene la comunicazione, e la comunicazione è, sostanzialmente, il tango. Una volta imparato il linguaggio di base, ci sono pochi limiti a quello che possiamo decidere di dirci, nei corpi che siamo, ballando. E una semplice camminata può rivelarsi emozionante quanto la più complicata e spettacolare delle figure. Emozionante, e anche istruttiva: ballando il tango milonguero si può imparare molto su sé stessi. Per tanti motivi, ma anche perché questa danza prevede due ruoli distinti, tradizionalmente attribuiti secondo il genere: l’uomo guida, la donna segue. Ovviamente anche nel più rigido e tradizionale degli approcci la questione è un po’ più complicata di così. Comunque, quella di utilizzare il più rigido e tradizionale degli approcci non è fra le intenzioni di questo corso, che abbiamo voluto definire “switch friendly”. Ciò che ci proponiamo è di integrare il metodo tradizionale con un taglio decostruttivo e un’apertura “queer” rispetto alla rigida ruolizzazione di genere, invitando chi lo vorrà a sperimentare entrambi i ruoli, a esplorare le proprie dinamiche interiori attraverso il ballo, a mettere in discussione le opposizioni binarie e lineari fra condurre e seguire, attività e passività, collaborazione e opposizione. Tenendo presente, inoltre, che ballare un tango non è cosa che davvero si esaurisca in una dinamica duale. Ballare prevede sempre almeno un “terzo incomodo”, che non si può ignorare, anzi è bene imparare a conoscere e amare: la musica. Alla quale si aggiungono, nella maggior parte dei casi, tutte le altre persone che ballano intorno a noi, e che siamo chiamati a percepire e rispettare.: il tango è un fatto di relazioni complesse. INFORMAZIONI DI SERVIZIO Alla palestra si accede esclusivamente con scarpe pulite, portatevi un cambio! Ma che scarpe scegliere per ballare? Il nostro consiglio è sneakers il pìù semplici possibili, l’importante è che la suola sia flessibile e non ingombrante. Valuterete poi l’opportunità di dotarvi di calzature specifiche, con o senza tacchi! Non è necessario essere in coppia! DUE PAROLE SU NOI INSEGNANTI Gaia Leiss. Ho iniziato a studiare il tango milonguero nell’ottobre del 2005, incontrando i miei meravigliosi maestri Paola Mancini e Roberto Maggiani, e all’incirca non ho smesso più, frequentando negli anni lezioni e seminari di diversi maestri argentini e non (per citarne alcuni: Osvaldo Roldan e Anna Maria Ferrara, Maximiliano Gluzman e Milva Bernardi, Osvaldo e Coca Cartery, Susana Miller). Quello è stato un ottobre di inizi: più o meno in contemporanea mi iscrivevo alla facoltà di filosofia. Il percorso che propongo qui è cresciuto su entrambe quelle radici: studiare filosofia ha significato per me principalmente appassionarmi al pensiero delle donne e agli studi di genere, e portare un certo femminismo radicale in tutto quello che faccio. Il tango è stato il primo passo sulla strada della consapevolezza che il pensiero e la teoria non bastano, anzi diventano una gabbia, se ci scordiamo del corpo che siamo. Una strada sulla quale ho incontrato successivamente con gioia le arti marziali: prima di tutto il Tai Ji Quan, e più recentemente il Kung Fu. Fabrizio Donati. Sono sì, un insegnante, ma di matematica e fisica. Fu proprio mentre insistevo ad approfondire con studi di dottorato queste discipline che capitò in visita al mio centro di ricerca una collega argentina. La malcapitata - è molto peggio di come lo state immaginando un centro di ricerca pieno di matematici e fisici - provò a condividere una delle principali tradizioni del suo paese: il tango. Quell’inizio non fu folgorante,  ma il germe aveva ormai attecchito. Ho iniziato a studiare questa danza in modo molto disordinato, partecipando a numerose lezioni di numerosi maestri, soprattutto in Argentina, dove ho viaggiato per alcuni mesi, scoprendo inoltre altri colori della loro melanconica cultura. E’ stata però la musica a determinare il consolidamento per questa passione, una mescola di jazz, ritmo africano e melodramma italiano e, ultimo ma non ultimo, Pablo Del Duchetto, maestro argentino che ha dato ordine al mio caotico apprendimento e con il quale ancora oggi con piacere studio. Perché questa danza non finisci mai di esplorarl