Teatro

 

“Il Teatro non è indispensabile. Serve ad attraversare le frontiere fra te e me.” Jerzy Grotowski

In un laboratorio teatrale rivolto ad amatori piuttosto che a professionisti lo scopo principale è quello di conoscere la base della grammatica teatrale ed attoriale. Attraverso lo studio di esercizi, sotto forma di giochi veri e propri, gli allievi impareranno il rapporto con lo spazio circostante, con i propri compagni di lavoro, con gli oggetti messi in campo nell’azione scenica e con gli spettatori. Inoltre apriranno i loro canali emozionali utili all’interpretazione di un personaggio apparentemente lontano da loro.

L’altro scopo fondamentale per questo tipo di studio è il divertimento. Infatti non ci dobbiamo mai dimenticare che un essere umano decide di fare teatro proprio per il suo scopo ludico e ricreativo, perché solo il teatro ci permette di giocare ancora come dei bambini, riproducendo il meccanismo dell’infante che interpreta sempre qualcuno al di fuori di lui: una mamma con il suo bambino, il dottore ed il paziente, il soldato ed il suo nemico, ecc.

PREPARAZIONE

L'attore o il performer creano una nuova realtà che può essere assurda e impossibile per la “vita vera”, eppure gli occhi degli spettatori la percepiscono come possibile e autentica.

Per manipolare questa percezione e rendere credibile ed emozionante tutto ciò che si fa sulla scena, bisogna essere pronti. Pronti fisicamente soprattutto.

Il nostro corpo è il primo mezzo che utilizziamo per comunicare la realtà teatrale, con cui si possono creare dei mondi “reali”, credibili.

Quindi il nostro corpo deve essere pronto, reattivo e deve conoscere quella grammatica che ci permette di creare storie.

Utilizzando i principi della biomeccanica teatrale, quindi la nostra grammatica, possiamo essere maggiormente liberi per concretizzare le nostre idee.

Ma solo dopo che ci siamo ben allenati, possiamo creare dei mondi possibili.

PROGRAMMA

Sviluppo delle qualità fisiche:

-training individuale, a coppie e con un gruppo (esercizi di coordinazione, flessibilità, tensione, equilibrio; esercizi per lo sviluppo della percezione del partner, dello spazio, della velocità e del tempo).

-Esercizi con gli oggetti (tavolo, sedie, bastone, palline) -Le cadute, la lotta e i colpi scenici.

I principi della biomeccanica teatrale:

-Otkaz (rifiuto): la preparazione e l'inizio del movimento.

-Possyl (spinta): il movimento stesso, l'azione.

-Tormos (freno): la forza che porta verso la conclusione dell'azione. -Tochka (punto): la fine dell'azione.

Studio sulla composizione:

-Gli études: l'applicazione dei principi della biomeccanica in una composizione scenica.

Recitazione

-Il dramma degli oggetti (come dare una vita propria ad un oggetto).

-I quadri (studio su un’immagine e individuazione della sua “storia” precedente e futura). -Gli animali veri e quelli fantastici.

-I sensoriali.

-Le drammatizzazioni delle situazioni date. -Improvvisazioni a due battute.

Saggio

Alla fine del corso l’obbiettivo è quello di portare in scena il gruppo di allievi con un lavoro svolto durante l’anno (quadri, vita degli oggetti, animali, ecc.), oppure con un testo scelto precedentemente sulla base del livello raggiunto durante l’anno dagli allievi.

CONTATTI:

giadaparlanti@gmail.com

Tel. 329 6887777

Biografia Giada Parlanti

Biografia di GIADA PARLANTI
Nasce a Grosseto nel 1979, si diploma nel 1999 come ballerina di fila al “Balletto di Roma” e nel 2002 come attrice alla scuola del Centro Internazionale “La Cometa” di Roma.
Nella scuola lavora con grandi maestri del teatro come Nikolaj Karpov, Natalia Zvereva, Natalia Orekhova, Alan Woodhouse, Massimiliano Farau e con diversi registi italiani: Pierpaolo Sepe, Roberto Romei, Flavio Albanese, Gianfranco Isernia, Fabiana Iacozzilli.
Una volta uscita dalla scuola interpreta il ruolo di Giulietta in "Romeo e Giulietta" di W. Shakespeare per la regia di Nikolaij Karpov.
Lavora con Pierpaolo Sepe nel “Mauser”, Giovanni Boncoddo ne “Nel bel ventre”, Luca Monti ne “Un lungo applauso”.
Naturalmente continua a studiare con maestri come: Yurij Alschitz, Yves Lebreton, Tapa Sudana, Mamadu Doumé, Emma Dante.
Nel 2008 fonda la compagnia “Lafabbrica” con Elisa Bongiovanni e Fabiana Iacozzilli, con la quale va in scena con gli spettacoli: “Il gabbiano” di A. Cechov in qualità di regista assistente con debutto nazionale al Teatro Vascello di Roma, gennaio 2015; “La trilogia dell'attesa” con debutto nazionale al Piccolo Teatro di Milano, maggio 2014; “Hansel e
Gretel. Il giorno dopo” con debutto nazionale al Teatro Vascello di Roma, marzo 2013; “Quando saremo GRANDI” in qualità di regista assistente, finalista Premio Scenario 2009, vincitore “Teatri abitati” 2009, con debutto al “Freenge Festival” di Napoli 2010; “Hamlet Circus” vincitore di “Marte Live” Roma 2009 e del “Premio Teatro Città di Aversa” 2009; “Aspettando Nil” vincitore del premio “Le voci dell' anima” di Rimini 2007, del palio poetico-musicale “Ermo Colle” di Mantova 2008, di “Undergroundzero Festival” di New York 2010; “Malwen” patrocinato da Amnesty International.
Collabora dal punto di vista artistico all'ultimo spettacolo della Compagnia “Da soli non si è cattivi.” che debutta al Teatro Vascello di Roma a maggio 2017.
Parallelamente al lavoro della sua Compagnia continua il percorso di attrice anche con altri registi: tra il 2010 e il 2011 in Teatro interpreta Natascia ne “Le tre sorelle” di A. Cechov per la regia di Jean Paul Denizon e partecipa ad alcuni progetti di Luigi Saravo come “Spazio liquido”; nel 2016 interpreta il ruolo della narratrice/sarta al Teatro Comandini di Cesena ne “Nella terra dei lombrichi” per la regia di Chiara Guidi (Societas “Raffaello Sanzio”); nel 2017 collabora come danzatrice e attrice nello spettacolo
“Preludi Orfici” all'Antic Teatre di Barcellona in Spagna per la regia di Marco Regueiro Farina.
Nel 2015 per il Cinema interpreta il ruolo della psicologa internista ne “La pazza gioia” regia Paolo Virzì.
Grazie alla conoscenza della lingua francese, perfeziona lo studio del suo clown con Martine Dupé del TNB, (National Theater of Brittany), dalla cui collaborazione nasce lo spettacolo “Un mètre carré, pas plus”, che girerà le piazze della Francia.
Inoltre collabora con la compagnia francese “Autour de Peter” in spettacoli di trampoli e animazione circense.
Da circa cinque anni si specializza nel Teatro di Figura, intervenendo come attrice e burattinaia al Tetaro San Carlino di Roma con gli spettacoli “Pierino e il lupo”, “La sirenetta”, “Il drago di Krakovia” “La bella addormentata”e “Favole di Esopo”.
Partecipa come attrice e cantante all'incisione de “Il flauto magico”, nel progetto delle favole musicali del Teatro San Carlino con l'intervento della Amadeus Kammerorchester Dortmund.
Parallelamente, nel 2013, fonda la compagnia di teatro di figura “Tojtjater” con Emanuele Silvestri che debutta con il suo primo spettacolo di burattini “Il mostro del parco”, attraversando la provincia romana all'interno delle scuole e delle feste estive dei paesi.

Inoltre, dall'inizio della sua formazione come attrice e ballerina, insegna regolarmente, all'interno di diverse strutture, recitazione, movimento scenico, acrobatica e danza.

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