In viaggio verso Riace

In viaggio verso Riace

Una serata in compagnia con i ciclisti della Ciclostaffetta della Pace da Roma a Riace e con l’artista Carlos Atoche per raccontarvi il nostro viaggio verso Riace, farvi vivere i momenti più salienti di queste due avventure e condividere i prossimi eventi che sosterremo come Comitato Riace Premio Nobel per la Pace. Proietteremo un’intervista fatta a Mimmo Lucano pochi giorni fa, un video backstage del murales “Il sogno del guerriero” e alcuni contributi video/fotografici della Ciclostaffetta! E poi per chi volesse assaporare la cucina di Baobab Street Food, l’Hostaria degli Scuppiati vi propone come ogni mercoledì una imperdibile cena meticcia.
L’evento è a sottoscrizione libera per sostenere le prossime attività del Comitato di cui parleremo durante la serata. Vi aspettiamo numeros*! Condividete! ❤️

Melting Pop // Siria ieri e oggi

Ci vediamo a Scup per una serata tra presente, passato e futuro della Siria, per riflettere su quanto sta accadendo, ma anche per dare solidità ai ragazzi di HummusTown – un progetto di autodeterminazione di rifugiati siriani – nel contesto del “Melting Pop”: una domenica al mese tra culture popolari, che vuole dare spazio a progetti di auto-determinazione, soprattutto di rifugiati e migranti che vivono in Italia. Accanto a HummusTown ci saranno i ragazzi del Baobab Street Food, un progetto di migranti di varie nazionalità (Senegal, Mali, Bangladesh) che cercano un dialogo e una propria stabilità a partire dalla cucina, con la rielaborazione dei piatti tradizionali dei loro paesi di provenienza.

PROGRAMMA
Ore 17:00 Il tè delle lingue: tavoli di lingua inglese, francese, tedesco, arabo. Oltre ai tè, si potranno assaggiare il caffè Touba (Senegal), il caffè Tatawelo (prodotto dagli zapatisti del Chiapas), tisane, il succo di baobab, carcadé e zenzero.

Ore 18:00 Siria ieri e oggi. Parole e immagini
Dibattito con Donatella Della Ratta (ricercatrice esperta di media arabi) eFouad Roueiha (giornalista italo-siriano)
– Proiezioni dal libro “Life in Syria”, con le fotografie di Mahmud Abdur-Rahman, Mohammad Amen Qurabi, Emad Najm Husso, Jalal Al-Mamo, ‘Life Makers Team’ e Nour Kelze
– Collegamento skype da Ghouta, periferia di Damasco, Siria
– Al termine del dibattito, un omaggio poetico alla memoria e alle immagini di Bassel Safadi

Ore 20:00 Cena meticcia con piatti siriani e senegalesi, a cura diHummustown e Baobab Street Food / Catering.

A seguire: musica siriana.

SIRIA IERI E OGGI. PAROLE E IMMAGINI

Il 15 marzo del 2011 migliaia di persone scendono per le strade della Siria, da Daraa a Damasco per chiedere una vita dignitosa e uno stato di diritto, che metta fine agli abusi dei servizi segreti, i famigerati “mukhabarat”.
È una rivolta pacifica, fatta dai giovani, la maggioranza della popolazione siriana. Nelle piazze prende corpo e voce la società civile: le parole chiave sono libertà, democrazia, dignità.
Il governo reprime duramente le proteste, sparando sulla folla disarmata; dopo i primi morti, si moltiplicano i funerali pubblici, le proteste in strada, le azioni di dissenso, le pratiche di disobbedienza civile – ad esempio, viene sparsa vernice rossa in tutte le fontane della capitale Damasco, per ricordare il sangue dei morti per la libertà.
Migliaia di persone mettono a rischio la propria vita per documentare questi momenti con smartphone e telecamerine, per poi condividere centinaia di migliaia di clip e diffonderle sui social network.

Sono passati 7 anni, la rivolta è stata costretta a tramutarsi in lotta armata, in guerra civile, e oggi è piuttosto una guerra mondiale, con tutte le maggiori potenze regionali e globali, dalla Russia all’Iran alla Turchia agli Stati Uniti, implicati – direttamente o indirettamente – nel conflitto.

I giovani protagonisti del 2011, già all’epoca dello scoppio della rivolta ignorati dai media occidentali, vengono oggi completamente dimenticati, facendo di quelle parole e immagini una “rivoluzione rimossa”. Oggi assistiamo alla strage di civili nella Ghouta e ad Afrin, aree bombardate dai caccia russi, turchi e del regime siriano, nel silenzio-assenso criminale della comunità internazionale.

Questa giornata vuole ripartire proprio dalle immagini rimosse: dagli archivi dimenticati, come quello dell’attivista Bassel Safadi, brutalmente assassinato dal regime (https://it.wikipedia.org/wiki/Bassel_Khartabil) ; alle immagini del libro “Life in Syria”, che mostrano la vita quotidiana in Siria dal 2011 al 2016 attraverso gli scatti di cinque fotografi siriani; o i volti e le voci da Ghouta, con cui proveremo a fare un collegamento via skype, che ci racconteranno del susseguirsi dei giorni sotto l’assedio.