Contact Improvisation: storia ed evoluzione

‘Come ci si sente a essere una mela?’. Storia, teorie e visioni intorno alla contact improvisation

«Quando una mela cadde sulla sua testa, Newton fu inspirato nel descrivere le tre leggi di moto che recano il suo nome. Nel suo tentativo di essere oggettivo, Newton trascurò la domanda su come ci si sente a essere una mela…»

(Steve Paxton)

Negli Stati Uniti, all’inizio degli anni settanta, la contact improvisation è una pratica di danza basata sull’improvvisazione in cui il contatto fisico costituisce il punto di partenza per un’esplorazione dei rapporti tra corpo, movimento e spazio.

Oltre che come metodo di ricerca empirica di nuove forme e modelli coreografici, la contact improvisation ha avuto negli anni anche una dimensione più strettamente spettacolare ed è stata presentata per la prima volta in questa veste nel 1972, in occasione della performance “Magnesium” di Steve Paxton con gli studenti dell’Oberlin College (Ohio).

Una volta, Steve Paxton, considerato l’ideatore della C.I., ha affermato di essere stato profondamente influenzato dall’osservazione della pittrice statunitense Agnes Martin, che diceva: «la sola cosa rimasta a New York della natura è la gravità». Pensieri simili hanno guidato generazioni di danzatori nella ricerca di modi spontanei di muoversi nello spazio creando forme di aggregazione sociale alternative e suggerendo, per loro tramite, nuove possibilità di vivere le relazioni sociali, all’insegna di valori come la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto per la diversità. In questa forte relazione tra ricerca sul e con il movimento corporeo e impegno sociale consiste il grande valore della contact improvisation.

immagine di una Jam di Contact Improvisation a Scup
Immagine tratta dall’album Album fotografico di Contact Improvisation: “Jam privata ma non troppo” dell’11 marzo 2018 svoltasi a Scup. Progetto fotografico a cura di Federica Delìa.

Delle sue numerose possibilità di definizione, dei valori innovativi, ideologici e culturali veicolati attraverso la sua pratica, nonché di un suo inquadramento storico al confronto con altre pratiche (di danza e non solo); e ancora, delle sue problematiche, dei suoi momenti di crisi e rinascita sotto altre forme, si parlerà in dialogo con Renata Savo, critico di arti performative.

Un incontro aperto a tutti che attraversa storia e pensieri sulla contact improvisation prendendo in esame video d’epoca di dimostrazioni pubbliche e spettacoli degli ultimi anni, che, firmati da coreografi di fama internazionale, attestano infine come la stessa tecnica basata sull’improvvisazione sia diventata anche “scrittura”, coreografia.

Un’occasione per chiedersi e rilanciare la domanda sul “perché”, a distanza di quasi mezzo secolo, studiamo, pratichiamo, guardiamo, sperimentiamo, ci interessiamo ancora a lei: la contact improvisation.

RENATA SAVO (Salerno, 1988) è critico teatrale. Ha studiato Discipline delle arti visive, della musica e dello spettacolo all’Università degli Studi di Salerno e proseguito la sua formazione nella capitale, prima all’Università degli Studi di Roma “la Sapienza” e poi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, concentrando i suoi studi sulla contact improvisation e sul rapporto tra critica e teatro sociale. È Vicedirettrice e Caporedattrice della sezione di Arti performative della webzine «Scene Contemporanee»; scrive di teatro e danza sul blog Che teatro fa – “la Repubblica”, sul trimestrale di teatro e spettacolo «Hystrio» e sul portale online “Sciami | Nuovo Teatro Made in Italy”. Ha preso parte alla giuria di vari festival di teatro, ha collaborato con la rivista «Alfabeta2» e con il blog ufficiale – “biennale theatre community” – della Biennale Teatro 2016 di Venezia. È inoltre autrice di alcune pubblicazioni sul teatro contemporaneo e cura la comunicazione e l’ufficio stampa di varie compagnie di teatro e danza. Da aprile 2018 è sua una rubrica dedicata al teatro per “Radio Base”, emittente radiofonica campana.

Happening ad offerta libera a sostegno del crowdfunding
Contact improvisation – Visioni in Contatto

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Marco Ubaldi  ​PIEDI NUDI Associazione di Promozione Sociale