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Riflessione su Roma in tre atti Una "riflessione su Roma in 3 atti" l'abbiamo voluta chiamare. Perché tre sono i libri che presenteremo e che indagano diversi aspetti di una città che percepiamo "allo sbando", profondamente in crisi, sulla quale soffiano i venti della deriva razzista, reazionaria e populista, una città senza orizzonti futuri visibili a un primo sguardo. Eppure tante, tantissime, sono le esperienze politiche, sociali e culturali che nel corso degli anni hanno saputo riscrivere lo spazio urbano, che hanno sottratto al degrado dell'abbandono molti spazi, che hanno saputo riconnettere il tessuto sociale con pratiche di mutualismo e solidarietà, che producono cultura. Esiste ancora un cuore pulsante di questa metropoli in asfissia. Una costellazione che illumina quartieri e territori dal centro alla periferia, che ha permesso alla città, nonostante la morsa della speculazione e della criminalità organizzata, di continuare a vivere. A partire dal contributo letterario, di pensiero e di esperienza, dei tre libri che caratterizzeranno il breve ciclo di presentazioni, vogliamo riprendere un ragionamento più ampio e complessivo che non ci permetta solo di resistere ma anche di immaginare quegli orizzonti futuri che ci stanno negando, perché, prendendo a prestito una frase di Wu Ming, " ci ...
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APPELLO NON UNA DI MENO – 23 NOVEMBRE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA : CONTRO LA VOSTRA VIOLENZA, LA NOSTRA RIVOLTA! 12 NOVEMBRE 2019 | NONUNADIMENO Il prossimo 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza che segna le nostre vite e diventa sistema! In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica. In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente. Le donne curde stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco. Il 23 novembre ci uniremo a queste sollevazioni globali, dalle quali traiamo forza e convinzione! Abbiamo disvelato la natura strutturale e politica della violenza maschile, che agisce sulle donne e sulle soggettività lgbtqipa+. A quattro anni dall’esplosione del movimento femminista è il momento di ...
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Il 6 ottobre Scup, Sport e Cultura Popolare, riapre i battenti con una giornata di attività e incontri, e vi invita a festeggiare insieme la sua ultima vittoria: la bonifica del tetto in amianto che ricopriva i capannoni di via della Stazione Tuscolana. È una vittoria che parte da lontano: quando siamo entrati negli spazi di via della Stazione Tuscolana abbiamo avviato un lungo percorso di ristrutturazioni dei capannoni, tutt'altro che agibili, e con tanta fatica e tanto olio di gomito li abbiamo trasformati in luoghi dedicati allo sport e ad attività politiche, sociali, artistiche e culturali, rendendo reale il concetto di "rigenerazione urbana". All’interno di questo percorso affrontare il problema della copertura in eternit di uno dei tre capannoni è stata da subito una grande sfida, oltre che un enorme ostacolo. Abbiamo effettuato controlli e analisi dell'aria grazie all’apporto di ditte specializzate che certificassero la non tossicità e pericolosità della copertura in eternit, affrontando una spesa ingente che non sarebbe spettata a noi, ma alla proprietà dello stabile, cioè RFI. Nel dicembre 2018 RFI ha sancito la legittimità del nostro progetto e delle nostre attività, siglando con noi un accordo di comodato d’uso gratuito. A quel punto pretendere la ...
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Lucha y Siesta: Comune, Atac e liquidatrici chiedono sgombero immediato Comune, Atac e Tribunale hanno deciso: la Casa delle donne Lucha y Siesta va chiusa tra pochi giorni. La gravissima decisione ci è stata comunicata ieri con una lettera che annuncia l'interruzione delle utenze per il 15 settembre e l'immediato sgombero dello stabile. È così che Comune, Atac e Tribunale vogliono decretare la fine di una delle esperienze socio-culturali più preziose in città, e la soppressione del Centro e della Casa rifugio per donne che vogliono uscire dalla violenza più grande di Roma e della Regione Lazio. La brutale accelerazione delle procedure di sgombero, nonostante le inconsistenti rassicurazioni dell'ultimo anno, oltre a causare sconcerto e apprensione per il futuro tra chi vive nella struttura (15 donne e 7 bambini), fa supporre che esista già un acquirente. Da una parte quindi, il Comune di Roma, che fa della violenza sulle donne una vetrina politica, sceglie la precarietà dei bandi e lo svuotamento dell’approccio femminista al contrasto di questo fenomeno senza tutelare la prevenzione, la sostenibilità dei percorsi di fuoriuscita e la cultura che lo alimenta. Dall'altra l'Atac, affogato dai debiti per una storica cattiva gestione, svende il patrimonio a favore dei ...
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da ComuneInfoIn quest’estate lugubre di decreti sicurezza e crisi di governo, Scup va controcorrente, e una volta tanto non piange ma festeggia: dopo quattro occupazioni e due sgomberi, il progetto di Sport e Cultura Popolare nato a via Nola 5 ha finalmente trovato un riconoscimento formale, ottenendo il comodato d’uso gratuito dello stabile di proprietà RFI di via della Stazione Tuscolana dove attualmente si trova. E non solo: a fine luglio la proprietà ha avviato il cantiere di bonifica del tetto in amianto, un problema di salute pubblica molto sentito dagli abitanti della zona e a lungo rimandato.Tutte ottime notizie, si direbbe. Eppure. Eppure abbiamo quella strana attitudine a non riuscire ad accontentarci se attorno a noi c’è qualcuno che soffre. E forse è per questa nostra caratteristica, questo tratto antropologico che ci limita nel godere del momento, che facciamo fatica a celebrare un risultato importante, tanto più per un piccolo gruppo di persone che ha dedicato tempo e energie ad un progetto collettivo, portando il peso di una sfida piena di insidie senza nessuna garanzia del risultato – com’è sempre in questi casi.Veder legittimata la nostra azione politica di rivendicazione, attraverso la pratica dell’occupazione di uno spazio abbandonato è ...
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Condividiamo l'iniziativa di ieri del Coordinamento Romano Acqua Pubblica e invitiamo a leggere la lettera aperta "Tevere da bere: una risposta pericolosa alla crisi idrica. Davvero Acea, Comune e Regione sono tutti d’accordo?" Il video "#Acea, il Tevere non ce lo beviamo!" https://www.facebook.com/CoordRomanoAcquaPubb/videos/420824245190258/ La galleria fotografica "Il Tevere non ce lo beviamo!" https://www.facebook.com/media/set/?set=ms.c.eJw9zMkNwDAIBMCOIgN7hP4bsyzifOcxKYoEI1ZVlp8c8ED8oLK6344LMEqicYGaIz9g48BqbBWuFII~-.bps.a.2656554204366601&type=1&__tn__=HH-R lettera aperta Tevere da bere: una risposta pericolosa alla crisi idrica. Davvero Acea, Comune e Regione sono tutti d’accordo? Di seguito la lettera aperta inviata a Virginia Raggi, Nicola Zingaretti e #Acea In una città come Roma, alimentata principalmente da acqua di sorgente che viene dispersa per circa il 40%, una gestione della risorsa idrica e delle bollette dei cittadini vedrebbe al primo posto la lotta allo spreco idrico e la ristrutturazione delle reti, a tutela anche delle fonti e dei corpi idrici sempre più "stressati". Invece i soldi dei cittadini sono stati spesi per costruire il potabilizzatore del Tevere, costato 7,5 milioni di euro secondo l'A.D. di Acea, 12 secondo altre fonti. Una nuova "fonte" che Acea ha già iscritto nel bilancio idrico per l’estate 2019, quindi potenzialmente in funzione da un momento all’altro. Emergenziale, proprio come il lago di Bracciano, che però l’azienda, nel tempo, ...
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