Lucha non si spegne

Lucha non si spegne: presidio permanente e assemblea pubblica

Da martedì 25 febbraio è previsto il definitivo distacco delle utenze della Casa delle Donne Lucha y Siesta.
Noi però continueremo a fare luce: invitiamo tutta la nostra comunità ad un presidio permanente durante la giornata e a una grande assemblea pubblica alle ore 17 perché Lucha y Siesta non ha nessuna intenzione di fermarsi, né tanto meno di spegnersi!

Il Presidio Permanente

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Il nostro comunicato (di Lucha y Siesta)

Il 25 febbraio è previsto il definitivo distacco delle utenze, ed è solo l’ultimo colpo inferto di una lunga serie.
Da dicembre a oggi tutte le donne che animano la casa di via Lucio Sestio, sia le ospiti sia le operatrici, hanno vissuto un vero e proprio inferno, che ha confermato il primato del “rispetto delle procedure” e dei profitti sulle vite umane.

La giunta capitolina, nonostante i tentativi interlocutori della Regione, ha continuato a perseguire l’obiettivo di cancellare Lucha, smembrandone la comunità, con la minaccia del distacco delle utenze, di volta in volta rinviata per brevissimi periodi, imponendo l’uscita delle 14 ospiti e degli 8 minori senza alcuna considerazione per i singoli progetti di autonomia avviati nel corso di questi anni. Inoltre senza alcun rispetto per la vita e la dignità delle donne in fuoriuscita, del lavoro decennale svolto gratuitamente per sopperire carenze che il pubblico continua a non soddisfare, arrivando, ieri 21 febbraio, a non presentarsi nel giorno stabilito per la consegna delle chiavi di due stanze messe a disposizione.

La Sindaca, l’assessora Mammì e la delegata Fruci rispondono così a chi la violenza l’ha già vissuta per mano di uomini maltrattanti, sradicando le esistenze a fatica riconquistate e ricostruite. Chi dovrebbe gestire le politiche sociali di Roma preferisce, in totale accordo con Atac, di far ricadere anni di mala gestione e sperperi dell’azienda del trasporto pubblico sul corpo delle donne.

Davvero ci immaginiamo di affidare a tali persone le politiche sociali di Roma?
Oppure si è forse pensato che la presa di posizione della Regione Lazio sulla vicenda di Lucha Y Siesta sarebbe bastata per salvarne la totalità dell’esperienza?
O che forse l’istituzione regionale potesse incidere sull’amministrazione capitolina? O che la politica stesse riacquisendo la capacità di governare la burocrazia e non farsi governare da essa? Mere illusioni.

Tutto ciò ha il sapore dell’approssimazione e dell’incapacità, diventate accanimento.
Ci verrebbe da pensare che un tale accanirsi derivi dal possibile profitto personale che qualcuno possa trarre dalla vendita dell’immobile.

E che chi governa Roma stia facendo tabula rasa dell’eredità tramandata e rinnovata delle lotte femministe che, paradosso dei paradossi, ci permettono oggi di avere una Sindaca donna. Così in una città dilaniata da criminalità organizzata, appetiti speculativi, soffocata dai miasmi dell’immondizia, con centrali di spaccio a cielo aperto, culturalmente e socialmente oramai ombra di sé stessa, Raggi e giunta mostrano solerzia solo nel garantire la corretta procedura che porterà l’immobile di via Lucio Sestio all’asta prevista per il 7 aprile, quasi fosse un problema della città, avere un presidio funzionante per la salvezza di donne e minori che produce cultura e contrasto alle violenze di genere.

Ma il 25 febbraio nel giorno del distacco, noi continueremo a fare luce, invitando tutta la nostra comunità ad un presidio permanente durante la giornata e a una grande assemblea pubblica alle ore 17, perché, cara Sindaca, la Casa delle Donne Lucha y Siesta non si fermerà.

#diamoluchaallacittà #diamoluchaallacitta
#luchanonsivende

Aggiornamenti

(comunicato stampa) ROMA, LUCHA Y SIESTA: RAGGI GIOCA SPORCO

Arroganza e mistificazione della realtà, questo le donne di Lucha y Siesta e le operatrici stanno subendo ormai da mesi per mano dell’amministrazione capitolina.

Non è vero che è stata trovata una soluzione per tutte. Delle 14 donne che abitavano a Lucha y Siesta, solo 9 hanno ottenuto appartamenti in cohousing.  Appartamenti che in alcuni casi sono stati consegnati privi di mobilio essenziale o senza acqua calda, in un clima di violenza che ha reso un passaggio solitamente positivo e felice un momento drammatico.

Al momento ci sono 5 donne e 3 bambini che ancora abitano nella Casa.

Non è inoltre assolutamente vero che c’è un dialogo aperto per proseguire l’esperienza di Lucha y Siesta.

Che l’amministrazione capitolina utilizzi le donne per giocare una partita sporca è inaccettabile.

Ci rifiutiamo di usare il linguaggio di Raggi e Mammì, espressione di un atteggiamento maltrattante che mira a silenziare la voce delle donne.

Lucha y Siesta non è un immobile, è uno spazio femminista liberato 12 anni fa dal degrado e dall’incuria e trasformato in un punto di riferimento sociale e politico.

È evidente che la Sindaca Raggi non conosce Roma e non ha capito il peso di una realtà come la nostra nel territorio della città e quale prezioso contributo abbia avuto nella lotta alla violenza di genere e all’autodeterminazione delle donne. Lo dimostrano anche le migliaia di persone, attiviste, artiste, politiche, anche a livello internazionale, che si sono mobilitate in questi mesi.

Gli spazi come Lucha y Siesta sono frutto di percorsi di liberazione e autonomia, sentiamo la responsabilità di resistere non solo per noi, ma per tutte le donne della città, per tutte le donne del Paese, per tutte le donne del mondo.

Ufficio Stampa Lucha alla città
ufficiostampa@luchaallacitta.org


da un post della pagina fb di Lucha:

L’assemblea pubblica Lucha Non Si Spegne dello scorso 25 febbraio è stata molto partecipata e strapiena di interventi di grande potenza. Per chi non è riuscit* ad esserci, questo video ne riassume bene il calore e la ricchezza. Grazie a Mauro Vallanti e Silvia Candida di GattoNudo per il lavoro: Lucha non si spegne. Presidio e assemblea pubblica

“Stare insieme vuol dire avere la consapevolezza di quello che siamo state e di quello che vorremmo essere”, Viola della Libreria Tuba Bazar #luchanonsispegne

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