Kung Fu

martedì e giovedì 18:30 < 20:00
martedì e giovedì 17:30 < 18:30 (bimbi e bimbe)

Il termine Kung Fu può essere tradotto con “forte crescita” o “incredibile abilità”.

La crescita alla quale si fa riferimento riguarda la ricerca interiore attraverso lo studio di tecniche corporee provenienti dalla Disciplina Marziale (Wushu) ed esercizi di lunga vita (Qigong), sperimentate e migliorate minuziosamente attraverso i secoli dal popolo cinese.

Tecnicamente, il Wushu Kung Fu è un’antica arte marziale cinese composta da innumerevoli stili e sistemi, storia e tradizioni che nel tempo hanno visto il proprio apice di grandezza differenziandosi, unendosi, perdendosi e venendo in parte recuperati. Tuttavia, è necessario andare oltre l’ideologia e la costituzione di un metodo per superare le barriere che ci dividono dalla vera, illimitata conoscenza che si può sperimentare sul percorso della propria Via (Dao).

Da quando ho iniziato la pratica delle arti marziali ad oggi, il Kung Fu ha avuto per me molti volti diversi. All’inizio era un sogno, poi si è costituito in un metodo preciso svisceratosi più avanti nello studio di un insieme di principi alla base dell’essere umano, fino a quando ho iniziato a vederlo come una pratica personale di liberazione, autocoscienza e relazione. Ho avuto molti maestri e tutt’ora ne seguo diversi. Ho partecipato ad approfondimenti tecnici sulle discipline sportive e ascoltato conferenze filosofiche a riguardo. Ho letto e confrontato le mie conoscenze con praticanti di tutto il mondo, rimanendo spesso stupefatto e disorientato della grande vastità di opinioni e pensiero che lo studio di quest’arte suscita nelle persone. Il mio desiderio di acquisire capacità incredibili è stato a poco a poco spodestato dallo stupore per le scoperte che lo studio mi regalava. Man mano che la mia mente si apre a nuove prospettive, tutto ciò che imparo viene messo nuovamente in discussione. È quindi difficile spiegare il grande percorso di crescita che mi è stato trasmesso e che cerco con tutto il cuore di diffondere. Rappresenta una sfida continua con me stesso nel superamento degli schemi autoindotti che limitano la nostra capacità di apprendere, di stare bene e rapportarci con l’esterno. Persino ora che sto scrivendo so che i miei anni di studio rappresentano solo un tentativo di usurare la gabbia delle certezze che ogni giorno mi creo riguardo questa disciplina.